CSP29 – Perdonare sé stessi è possibile solo nel dialogo con sé stessi

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CSP29 – Perdonare sé stessi è possibile solo nel dialogo con sé stessi, il resto è solo immaginazione.

Ciò che non percepiamo è immaginazione, la conoscenza è solo ciò che possiamo percepire (Sadhguru)

La conoscenza infatti non è il sapere, la conoscenza è il sentire ad un livello più profondo, la verità.

Ma quale verità? La nostra, quella che indiscutibilmente è vera per noi (e solo per noi).

Qui c’è una delle grandi misinterpretazioni della nostra società post moderna: le persone che appena percepiscono un po’ di verità in più, sentono subito di voler dire agli altri cosa fare, invece ciò che ci arriva, è solo nostro, riguarda solo noi, perché è comunque filtrato dalla nostra mente e dalle nostre azioni che spesso sono reazioni.

Percepire con il corpo quindi accogliere un pensiero in una mene espansa – differenze con l’ossessione della mente che è chiusa in un processo dissociativo dalla realtà.

Il dialogo con sé stessi può avvenire in modo molto approfondito solo se siamo connessi con il nostro corpo e le sensazioni che sperimentiamo in esso.

Non è funzionale dire “perdono i miei genitori” partendo e rimanendo solo in un punto di vista esclusivamente mentale, perché questo non ci fa evolvere.

È dissociato un comportamento di questo tipo, perché l’essere umano non è fatto solo di pensieri, ma di emozioni e sensazioni del corpo, per cui chi predilige solo uno di questi canali è sicuramente disequilibrato rispetto a chi riesce ad integrarli.

Per questo motivo l’accettazione e quindi il perdono di noi stessi, non può essere fatto solo attraverso un pensiero, ma deve coinvolgere altre parti della macchina umana che, se escluse, non possono portare il proprio contributo.

Per questo motivo la meditazione sulle sensazioni del corpo ha un valore così profondo, perché è in grado di connettere le parti normalmente assopite della macchina umana, quelle parti che come dice anche Wilber, sono dissociate e quando parliamo di dissociazione, il primo grande escluso è sempre il corpo o some lo chiama Wilber, il centauro, il sentire primario non vincolato al pensiero razionale che purtroppo nella nostra società è così bistrattato.

Il perdono, che è accoglienza di sé stessi, arriva solo quando scegliamo di ascoltare queste parti, che sono nel corpo, e che sono la somatizzazione dei nostri vissuti, che abbiamo represso per sopravvivere.

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Autore

Max Volpi

Max Volpi

Floriterapeuta Dal 1997 - Autore - Formatore - Ideatore Della Floriterapia Transpersonale Evolutiva®

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