CSP22 – Il dolore spirituale può essere un dolore dell’Ego?

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Domanda interessante che ha diverse chiavi di lettura.

L’essere umano, a livello ordinario di vita, è un organismo biosociale, ovvero la sua composizione è in relazione alla vita della e nella società.

Quando si dice che nessun uomo è un’isola, ni, il viaggio dell’anima è un viaggio individuale di individuazione, come direbbe Jung, di scoperta di Sé.

La banda biosociale, ovvero la società interiorizzata, funge da serbatoio per la costruzione dell’Io.

Pensateci, la maggior parte delle persone è la memoria di chi è.

Vi è quasi totale identificazione con l’identità famigliare, sociale, fa dell’essere umano questo.

L’io, l’ego, è un’immagine di noi stessi piuttosto accurata e socialmente accettabile, quindi sana.

Quando arriva il dolore, quindi? Quando tra questo costrutto e l’essenza, il daimon, il compito che siamo chiamati ad incarnare, c’è attrito e più è profondo questo attrito, più il dolore esistenziale è vasto e pervasivo.

Questo è il dolore che definiamo, per convenzione, spirituale o anche esistenziale.

Quando un dolore è un dolore dell’ego, invece?

Quando alla prima ferita non segue un’azione di ravvedimento, di comprensione profonda. Concetto di ferita, maschera. Persistere nella maschera è un dolore dell’ego, perché sarebbe evitabile, ma non lo vogliamo evitare.

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Autore

Max Volpi

Max Volpi

Floriterapeuta Dal 1997 - Autore - Formatore - Ideatore Della Floriterapia Transpersonale Evolutiva®

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